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1/26/2007
Vorrei semplicemente stare un pò meno dentro casa, questa fottuta casa che non so quante volte ho detto di odiare. ''Che ci vuole? Vestiti ed esci.'' COME NO. esco. vago per le strade di sacrofano in piena solitudine? 'ho fatto tante volte ma poi mi sono sentita una tristezza addosso indescrivibile, soprattutto quando devo farmi 20 minuti di salita a piedi tra i camion di rumeni che passano e mi fischiano. Questo paese mi mette tristezza, davvero tanta tristezza. Cosa c'è da fare? NIENTE. vi giuro che non c'è nulla. di amicizie strette qui non ne ho, non ho nemmeno la voglia di accollarmi alle poche persone che conosco, giustamente che faccio arrivo e sconvolgo tutto? avendo sempre fatto le scuole a prima porta, per me, sacrofano = merda di casa dove mangio dormo e passo le giornate tra pc e studio, e nient'altro. le uniche amicizie che ho, sono quelle che faccio a scuola, ovvero persone che provengono da svariati posti. Basta prendere quel treno-merci in perenne ritardo che passa ad orari improbabili, dove siamo tutti piccoli chicchi di riso sottovuoto, e in mezz'ora arrivo alla tanto amata Roma. Tragitto che mi tocca ogni mattina e ogni pomeriggio , e davvero, potrei sembrare esagerata, ma se non lo vivete tutte le fottutissime mattine, quando io vorrei solo che starmene dentro al letto a dormire e invece già ho il mal di testa per le urla e sento che mi sta per venire la polmonite per il freddo e, poi, anche tutti i fottutissimi pomeriggi, uscita da scuola a dir poco esausta e stressata, con la testa che mi scoppia e l'unico desiderio, arrivare a casa e dormire, dopo 6 ore d'inferno con i professori che non ci stanno con la testa... bè no, non potete capirmi. C'è chi si lamenta perchè deve andare a scuola a piedi poverino, per chi deve prendere 10 minuti di autobus per scendere da viale parioli ''fino'' al lucrezio. Si è vero, anch'io sono lagnosa, tanto lagnosa, sarà che è il secondo anno che faccio sta trafila tutti i giorni, e la prospettiva che mi aspetta sono altri 3 anni così. e questo mi fa diventare alquanto isterica. ''Ma allora che hai da lamentarti? Prendi sto cazzo di treno il pomeriggio, esci, svagati e vattene a Roma''. E QUANDO? Torno a casa da scuola che sono le TRE E UN QUARTO, mangio un boccone e si fanno le tre e mezza. verso le 4 potrei uscire, ciò vuol dire farmela a piedi fino in piazza, e quello è il male minore capirai, prendere l'auto e poi prendere il treno. poi però massimo le 6 devo stare a casa altrimenti mia madre diventa una iena, quindi in poche parole a roma quanto ci sto? mezz'ora? che bello, sto più tempo sui mezzi che in giro. questo si che è svagarsi. l'unico rimedio che uso, è rimanere a Roma dopo scuola senza tornare a casa. certo, meglio di niente, ma premettendo che ho appresso la borsa con i libri che mi sega la spalla, ho le occhiaie che arrivano ai piedi e vorrei solo dormire, e che devo tornare a casa presto per studiare, bè...mi passa la voglia. ah si, lo studio. dimenticavo. quindi a Roma potrei rimanere solo il sabato, la domenica per fortuna si sta a casa. Il sabato. Devo scegliere tra due chance: vedermi con manfredi ( di nascosto naturalmente ) o uscire con le amiche. quindi devo alternare le cose ogni sabato. 2 volte al mese esco con le amiche, le altre 2 volte con manfredi. totale: 4 volte al mese non passo il pomeriggio a casa. però che faccio, manfredi mi manca, ma mica posso abbandonare le amiche. ho bisogno di stare con loro come ho bisogno di stare con manfri. e così mi ritrovo a saltare scuola, fare sega e andare a casa di Lui, roba che se mi scoprono prima mi staccano le dita per aver fatto sega, e poi mi segano le gambe perchè ero a casa di manfredi a fare CHISSACCHECOSA.
Vorrei vivere a Roma. questo paese del cazzo mi da la nausea. ok, si, scusate per chi ci è nato. ma io ho il sangue di Roma che mi scorre nelle vene, sangue ''monteverdino'', e il sangue non puoi mica rinnegarlo come se niente fosse. si, io me lo sento dentro cazzo, che non sono fatta per i paeselli di provincia, io sono fatta per la vita di città. e quelle tante volte che mi ritrovo ad attraversarla in macchina con i miei per andare dai parenti o da qualsiasi altra parte, mi sento gli occhi lucidi. perchè vedo corso francia piena di macchine e di gente, vedo trastevere e quanto vorrei aver passato la mia infanzia lì perchè è il mio quartiere preferito, e poi vedo colli portuensi tutta illuminata e il comprensorio di mia zia che mi piace tanto, e mettiamoci pure il gelato di tony sotto casa sua che è insuperabile. eppure a Roma ho passato solamente un anno della mia vita. 5 anni in provincia di viterbo che sono stati felici, ero una bambina e adoravo quel posto. ma per fortuna sono andata via appena in tempo, crescendo mi sarei resa conto di quanto sarebbe stato peggiore vivere lì piuttosto dove vivo ora. e poi, l'arrivo qui. ormai sono 9 anni che queste mura, questi alberi, questa puzza di merda mi circondano. e in questi 14 anni che ho passato lontana dalla mia Roma, non ho MAI e dico MAI davvero apprezzato, nè fatto mio, il sapore di questi 2 luoghi, le usanze, il dialetto, il modo di essere e di pensare. Circondata da genitori , parenti, zii, nonni di monteverde. Roma mi ha sempre emozionato forse perchè non è mai stata mia, ma non lo so, di sera mi fa venire le lacrime, è così bella e io non resisto, ''vorrei saltargli addosso'' come un bel ragazzo che vedi in televisione e sai che non sarà mai tuo. insomma, tipo kakà. perchè è vero. quante volte mi sono detta, ''aspetta i 18 anni e poi hai la macchina e vai dove ti pare, e te ne vai da questo posto di merda, sì, ti prendi un bell'appartamentino....'' stop ai sogni, cara silvia. appartamentino? con quali soldi? la macchina almeno è assicurata, però. usata e che cade a pezzi, ma almeno di questo non mi posso lamentare ( visto che la prospettiva macchinetta / motorino sembra improbabile. certo, i figli di papà che abitano a roma e non ne hanno alcun bisogno reale ce l'hanno tutti, noi poveri sfigati di provincia ce la prendiamo in quel posto. e non è per i soldi, perchè per mia fortuna, non sono mai mancati. è perchè i miei hanno le menti bacate.)
spesso sento un'assurda voglia di strangolare i miei, soprattutto mio padre. perchè tengono gli occhi chiusi, serrati, anzi, fanno proprio finta di esser ciechi. mi tengono in gabbia, per loro sono e rimarrò una pupa. non riescono a capirmi, non si mettono nei miei panni. ''ai miei tempi..'' NON ME NE FREGA UN CAZZO DEI TUOI TEMPI, cara mamma e caro papà. ORA SIAMO NEL 2007, E FAMMI VIVERE COME UNA NORMALE 15ENNE DEL XXI SECOLO! tante, troppe cose non mi lasciano fare... dalla banale festa di halloween alle uscite serali ( giustamente dove vado di sera? i mezzi per andare a roma non ci sono di sera ), dall'uscire da sola con manfredi all'andare a un concerto. roba che mi vengono gli scompensi, e mi rinchiudo in camera con la musica a palla, la testa soffocata dal cuscino e tanta voglia di gridare ''PERCHè''. e lo so da me che questi sono i migliori anni della mia vita, i più belli. e mi sento dire ''NO silvia è presto, c'è tempo per queste cose'', ma mi sembra che questo tempo non arrivi mai. niente concerti per carità, e così mi sono vista sfumare il concerto di liga sotto gli occhi. niente feste in discoteca , ( di quelle della scuola ), la sera si sta a casa davanti al computer. ''silvia stai sempre davanti al computer non è possibile!'' CI CREDO, COME CAZZO LO OCCUPO IL TEMPO? ''ma possibile che stai sempre dentro casa? vatti a fare una passeggiata in paese!'' ECCO QUEI MOMENTI IN CUI VORREI STRANGOLARE MIA MADRE. e quante litigate, quanti pianti, quante battaglie con i miei. e che ho ottenuto? nulla.
per il resto, mia madre è quasi una mamma perfetta. e lo dico senza problemi, che se mio padre non vivesse con noi, da una parte sarebbe tutto più facile, perchè la mia mammina mi lascerebbe fare molte più cose. si ok, sarò crudele, ma mio padre è un essere inutile. l'unica cosa a cui serve, sono i soldi. quelli che gli frego io e quelli che guadagna per la famiglia. senza di lui saremmo di certo 2 poveracce. per il resto, potrebbe pure andare a vivere con la prima puttana che trova per strada, non mi farebbe nè caldo nè freddo. e lo stesso vale per mia madre. l'ho letto sul suo diario, che se papà se ne andasse, a lei non cambierebbe nulla. ma non perchè non gli vogliamo bene, ma perchè mia madre desidera Roma quanto la desidero io, perchè ne ha abbastanza di questo posto quanto me, e perchè finalmente è diventata indipendente da mio padre e secondo me l'ha sposato solo per scappare dalla sua famiglia e... vabbè. e poi mio padre è un essere insopportabile, e manco mi conosce. lo vedo solo la sera e la domenica, e quando parliamo, parliamo a sillabe. e sinceramente il rapporto che c'è tra me e lui è quasi nullo. ed è stato lui a portarmi via da Roma, si, è lui che ama la fottuta campagna, la fottuta merda di capra, gli alberi, la natura. Mia madre la odia, e ogni primavera deve pure soffrire con gli occhi gonfi tra starnuti e lacrime, per la sua allergia al pelo degli animali, a tanti tipi di piante e al polline.
Vorrei visitare tante città, tanti posti. Londra, Barcellona, Parigi, Madrid, Tokio, Montecarlo, Berlino, Palma de maiorca, New york, Los Angeles, Vienna ... eppure non ho mai oltrepassato i confini italiani. i soliti viaggi noiosi in posti che non hanno lasciato niente dentro di me. intrappolata dal terrore di volare di mia madre. e mentre sono circondata da coetanei che d'estate scorrazzano di quà e di là tra vacanze nei college di Londra, viaggi in America, Spagna, Francia, mi ripeto, ''mancano 3 anni e ho 18 anni e poi posso fare tutti i viaggi che voglio.'' Certo, chissà se li farò davvero tutti questi viaggi, a 18 anni, senza un euro.
e ditemi pure che i veri problemi sono ben altri, che sono superficiale e faccio mille storie per delle cazzate. so solo che questi 3 anni li vivrò nell'attesa.
l'unica parola che mi viene in mente ora è fuggire. ma non funzionerebbe. Non mi resta che aspettare i famosi 18 anni , insomma. e chissà se davvero cambieranno tutte 'ste cose, quando, il 30 ottobre 2009, li compirò.
è la vita in cui abiti niente meno e niente più sembra un posto in cui si scivola
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1/19/2007 ''ti devo dire una cosa. sei bellissimo.''
era il lontano primo aprile 2006. (no, non era un pesce d'aprile.)
(( ''non t'aregge de fa la dichiarazione a manfredi'' allora all'uscita lo vedo, gli passo davanti. ''ti devo dire una cosa....''...sguardo d'attesa. ''sei bellissimo''. e sono fuggita. oggi pomeriggio ho comprato un piercing per lui.))
ma in realtà, è tutto cominciato il 22 dicembre 2005. si si, proprio in quella giornata bellissima. quando ho visto il diavolo vestito da angelo alias paolo pompetti. proprio quel giorno, per la prima volta, ho anche visto LUI. ((in palestra. ''silvia silvia guarda quello è il fratello de barone! luca barone!'' mi giro. un ragazzo alto, moro, vestito di nero, si alza da terra e si pulisce i jeans.''ammazza che figo.''))
da dicembre al famoso primo aprile, solo sguardi.
come dimenticare il giorno in cui il 3 C, sua classe, bussò alla porta del I G. ((''100 giorni''. ''siete il 3 C??'' (lo avevo chiesto a tutti i terzi licei che entravano) ''si.'' scatto su dalla sedia, la sedia cade, prendo il portafoglio, prendo 5 euro, e li infilo nella fessura della scatola, contornata da occhi spalancati. ''ma...sei sicura?'' . certo che sono sicura. il ''biondino'' mi si avvicina e mi fa... ''dai ti portiamo con noi!'' . cazzo, mi inviti a nozze.e per i corridoi li sentivo festeggiare per i 5 euro che gli avevo generosamente donato.))
e quando gli lasciai il regalo in classe, sotto il banco? il famoso piercing, allegato a uno schifosissimo bigliettino di lupo alberto.
e tutte le volte che era possibile passavo davanti alla sua classe, e chissà perchè in quel momento avevo voglia di tè o cioccolato e mi fermavo alla macchinetta, e poi ripassavo di nuovo.
e le foto da lontano, dalla finestra. e le urla.
e le sue magliette sgargianti.
e le urla ad Andrea Barone dalla finestra, per chiedergli disperatamente il suo numero. ((''Andrè me dai il numero de tu fratelloooooooooo?''))
e quando ho scoperto, grazie alla sua prof. di storia, che non si chiamava luca barone, bensì Manfredi Tocci.
e quando ho scoperto che si era messo il piercing che gli avevo regalato, e che è del milan... ((ricreazione. vedo manfredi...e SGRANO GLI OCCHI A QUESTA DIVINA VISIONE. non aveva il suo solito orecchino. mi avvicino un pò e....AVEVA IL MIOOOOO!! QUELLO CHE GLI HO REGALATOOOOO IOOOOOO. Che carino ! se l'è messo! allora gli è piaciuto...che soddisfazione, c'ho azzeccato senza conoscerlo minimamente...me sento troppo realizzata mò!! ho scoperto che è del milan perchè oggi c'aveva la maglietta. ultima ora, manfredi stava a giocà a calcio. è troppo bravo. e titta dalla finestra gli ha urlato ''MA QUANTO SEI BRUTTO FIGLIO MIOOOO'' lui ha alzato la testa e ha visto me, e io subito '' MA LO LASCI PERDE????''. che figura de merda.))
il giorno dopo... ((a ricreazione ho fatto na GAF spaventosa....allora stavo a parlà co nidu, arriva matteo e se mettemo a parlà e me invita a andallo e vede alla partita sua di oggi pomeriggio , e mi fa:''c'è pure mia madre...e pure....[intanto io vedo che arriva manfredi da dietro, e non sento tutto il resto del discorso...] giulio....'' io con aria estasiata guardo la divina creatura che mi viene incontro, mentre nidu e matteo sgranano gli occhi perchè pensano che io abbia fatto quella faccia per giulio. con voce estatica e idiota dico :''OK OK...[manfredi passa a 2 cm dalla mia faccia e vedo benissimo il piercing che gli ho regalato incastrato nell'orecchio.. che emozione!!!]...OK OK...''e matteo :'' ma perchè ora la tua nuova preda è giulio??'' e io, uscita dal coma mi sveglio e da faccia da ebete passo a normale e poi schifata...''ma stai fori?quello puzza e sputa, che schifo!!'' ))
e tutte le ore di religione in cortile, lui era lì, e io morivo. e gli scattavo le foto di nascosto.
e poi, il 29 aprile. finalmente si diede una mossa. ((uscita da scuola. stavo tranquilla a camminà co meru, davanti sissi e nidu. ecco la scena. io che urlo perchè quella sera sarei andata alla festa di Francesca, e ci sarebbero stati pure marco e trilly. mery: ''io non te conosco eh.....'' poi vedo che meru si allontana da me, e sento qualcuno dietro, mi fermo, mi giro. davanti agli occhi vedo una maglietta arancione. penso che oggi ce l'aveva manfredi. alzo lo sguardo. è LUI. CAZZO! lui: ''ciao...posso parlarti un attimo??'' io: ''certo...'' lui ''come va?'' io ''tutto bene'' noto che contorce le mani in un modo assurdo, che trema come un pulcino. è timidissimo cazzo! ecco perchè c'ha messo un mese per spiccicare parola da quando gli ho regalato il piercing. io ''vedo che ti è piaciuto il piercing...'' lui: ''già...:) che classe fai?'' io: ''primo G'' lui: ''ah no ti volevo parlare così...poi se ti andava di scambiarci i numeri...'' io: ''va bene'' Lo ha detto tutto d'un fiato, e con uno sforzo sovrumano ha preso il cellulare. io ''hai anche il cellulare come il mio'' lui: ''ah sai tutto già :-)'' io: '':)'' ci scambiamo in numeri. lui continua a tremare come un deficente. cazzo placati figlio mio mica me te magno! io: ''vabbè ora devo andare che sennò perdo il treno...ciao'' lui: ''ciao'' e ci siamo salutati con due baci sulla guancia. tornata da meru nidu e sissi che mi aspettavano all'incrocio, ridevo come una pazza, urlando ''MA PORCA DI QUELLA PUTTANA ZOCCOLONA!!''. e tutte a farmi ''che t'ha detto che è successo oddio silvia te rendi conto manfredi cioè t'ha rincorso dall'uscita fino a quà oddio je piaci oddio te rendi conto cioè che è successo? noi c'eravamo accorte che stava dietro non ce credevamo madonna cioè uno del quinto anno te rendi contooooo è pure timido quindi je devi popo piace madòòòò'' si me rendo conto. cazzo se fosse successo un mese fa sarei svenuta. ma, non riusco ad esserne del tutto felice. lui ora mi ha fatto capire che comunque sia gli interesso, ma adesso è troppo tardi. ragazzi è davvero troppo tardi. io non so che mi è preso, è prestissimo per dirlo...infatti non lo dirò. ma oramai nei miei pensieri c'è un solo nome, PAOLO...e non ne uscirà facilmente...e questo nome cancella tutto il resto....tutto quanto...è come se il resto non contasse più un emerito cazzo, si anche lui che mi piaceva una cifra, si è del 5° anno...MA STI GRAN CAZZI....a me alla fine dispiace per lui perchè potrà pensare che l'ho solo illuso, preso per il culo...ma co tutto il rispetto...figlio mio te potevi da na mossà un pò prima? cioè è più di un mese che ti vengo dietro....e tu ti muovi ora?...cazzo che rosicata ragazzi....è proprio vero...quando vorresti che i ragazzi ti cercasserò non ti cercano mai, quando invece ne hai in mente solo uno e non ti interessa nient'altro, ti cercano tutti... basta...cioè ce sò stata troppo a ride su sta cosa....le comiche...ste cose manco nei telefilm succedono...madò se penso a prima quanto avrei desiderato sto momento....ma le cose cambiano...))
quanto vorrei ritornare a quei momenti, riviverli, cambiarli. invece di dirgli ''sei bellissimo'' ma per quale cazzo di motivo non l'ho preso e non l'ho baciato? così non avrebbe avuto scampo. e ieri sono 3 mesi che stiamo insieme, quante cose sono cambiate da quei giorni. siamo cambiati io, lui, noi. 3 mesi, e 8 mesi da quando lo conosco. quante cose sono successe? davvero troppe. non può bastare una pagina web. sono riuscita a descrivere solo qualche piccolo attimo, riportando gli sfoghi dell'anno scorso proprio su questo blog. sarebbe un sogno, stare ancora a scuola con lui. sarebbe diverso dall'anno scorso, perchè ora è MIO.
ti amo amore mio, auguri. 3 mesi indimenticabili. 1/9/2007 manicomio. è questa la parola che mi viene in mente per definire questo periodo. sono finite le beate vacanze natalizie che ho trascorso intingendo la mia camera di rosa e, negli ultimi 3 giorni, facendo in fretta e furia i compiti per le vacanze. come al solito. ma tanto si sa, chi è che si distribuisce i compiti per tutti i 15 giorni? nessuno! che vacanze sono se uno non se le gode e le passa sui libri, anche se solo per una mezz'oretta al giorno? io non capisco il perchè, di questo CARICARCI di esercizi, pagine e ricerche. dopo aver passato 15 giorni di ozio totale, senza la sveglia che suonava ( risveglio puntuale a l'una e mezza / le due, e subito di corsa giù per il pranzo / colazione ) mi ritrovo con due occhiaie che fanno paura, senza dormire, con la sveglia puntata ale 6 e un quarto, con il gelo della mattina, il treno STRAPIENO e tanto sonno addosso. CHE PEZZA! questo è davvero l'inferno. e come se non bastasse, interrogazioni e compiti appalla. devo ancora riprendermi dal trauma del tornare in quell'edificio maledetto, che già devo rimettermi sui libri a studiare latino ( inutilmente poi, visto che intelligentemente ho scordato quaderno e libro a casa il giorno dell'interrogazione, e non sono andata più volontaria per recuperare il 4 di merda ) , a studiare 40 pagine di storia ( ancora più inutilmente, visto che la MartaniDrogata mi ha appioppato un miserissimo 4/5, mettendomi sullo stesso piano del 4 di chi aveva praticamente fatto scena muta, quando invece me l'ero cavata e un 5 e mezzo ci stava tutto ) . ma non finisce qui, perchè in questo momento ho davanti vitaopereecazzivari di 4 compositori del classicismo da studiare per domani, probabile interrogata in musica. per non parlare dell'interrogazione di latino rinviata a giovedì, con 20 pagine in più da studiare ( MartaniTroia ) e altrettanti esercizi. per completare al meglio la settimana, sabato magnifico compito di matematica sulle equazioni, che ho capito quasi per niente. e, gran finale, mi manca terribilmente il mio plutino, e sono sull'orlo di una crisi di nervi perchè voglio stare con lui sul lettone e baciarlo e abbracciarlo e dirgli quanto è importante e guardarlo negli occhi e mozzicargli le labbra e rabbrividire ai suoi baci. e la goccia che vuole far traboccare il vaso è uno sfogo di bollicine che mi è venuto sul viso e sulle gambe ( pelle di merda ) e sembro una rognosa perchè non faccio altro che grattarmi.
ora ditemi, cosa dovrei fare? io vedo due soluzioni possibili: 1. scappare via con plutino ( ma lui non vuole, fifone ) 2. buttarmi dal terzo piano voi che ne dite? bè, io dico che posso iniziare con il tagliarmi i capelli di brutto, che in questi ultimi giorni mi danno un urto pazzesco, e tra l'altro ormai sono da buttare, completamente bruciati dalle mille piastre.
SI.
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