Profiel van Silvia~ trinity_____________ ...Foto'sWeblogLijsten Extra Help

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    29-11-2008

    tre anni.





    solo le pareti della mia stanza, che mi osservano giorno e notte, silenziose,
    e il mio cuscino, nascondiglio perfetto quando non riesco a smettere di singhiozzare,
    sanno quante lacrime ho pianto per te, durante questi TRE ANNI.



    tre anni.
    un'altro 23 novembre mi è passato davanti, come fosse un giorno qualunque, mentre invece non lo è, e non lo sarà mai.



    26-11-2008

    { Another day without you, with me, is like a blade that cuts right through me, but I can wait, I can wait forever }


    you look so beautiful today, when you're sitting there it's hard for me to look away
    so I try to find the words that I could say
    I know distance doesn't matter but you feel so far away,
    and I can't lie

    every time I leave my heart turns gray, and I want to come back home to see your face
    ...cause I just can't take it

    another day without you with me,
    is like a blade that cuts right through me

    but I can wait, I can wait forever
    when you call, my heart stops beating, when you're gone, it won't stop bleeding
    but I can wait, I can wait forever

    you look so beautiful today, it's like every time I turn around I see your face

    I know it feels like forever, I guess that's just the price I gotta pay
    but when I come back home to feel your touch makes it better
    'till that day, there's nothing else that I can do
    and I just can't take it, I just can't take it



    25-11-2008

    you speak and make time stand still.


     
    “Mi dispiace… Ma non posso permetterti di mettermi su un gradino così alto…” 
    “Sono due anni che ci sei già, e non scenderai mai! Puoi opporti quanto vuoi, le cose non cambieranno.”
    “E se un giorno mi innamorassi di un’altra? Tu che faresti?”
    “Il solo pensiero mi fa star male. Ci sono già passata una volta, non so se reggerei una seconda. Ma con questo che vorresti dire? È già successo? Avresti potuto anche dirmelo!”
    “Assolutamente no. Te l’avrei detto.”
    “Tu mi nascondi qualcosa, altrimenti tutto questo non si spiega.”
    “Io non nascondo proprio niente. Mi sono solo reso conto che adesso non è fattibile.”
    “Ci deve essere un motivo! Devi dirmi la verità, non nasconderti dietro la scusa della lontananza!”
    “Non è una scusa. Non ci sono motivi.”
    “È una scusa! Se tu lo volessi davvero, supereresti il problema, proprio come ho fatto io!”
    “Tu lo hai superato adesso. Il mio percorso è stato contrario al tuo. Prima pensavo che si potesse fare, ora non lo credo più. Ti ricordi quanto eri convinta? Così convinta da far finire tutto tra noi. Quindi non mi sembra così strano che anche io ora sia così convinto.”
    “Non l’ho superato adesso il problema! Appena ti ho perso, ho cambiato idea! Se lo volessi davvero, la penseresti come me!”
    “Io lo voglio come te. Lo voglio come lo volevi anche tu, quando dissi che non si poteva fare.”
    “Tu non hai idea di come stavo io. Ho subito cambiato idea… Ma ormai era troppo tardi.”
    “Io so come sto adesso. E so che non si può, anche se vorrei. Questa è la verità, punto, non lo ripeterò un’altra volta. Credi quel che vuoi, pensa che con te io non ci voglia stare, o pensa che io mi sia innamorato di un’altra. Pensa quello che vuoi, se ti fa sentire meglio.”
    “Io guardo i fatti, non credo più alle parole di nessuno!”
    “Posso solo dirti che mi dispiace se non mi credi. Ma non posso aprirti la testa e cambiare le tue idee.”
    “Io penso che non te ne importi nulla, e sei liberissimo di farlo, ma vorrei solo che me lo dicessi chiaramente, è questo che mi da fastidio. Ammettilo! Non voglio essere ricoperta di cazzate.”
    “Te l’ho già detto. Pensala come vuoi, ma non mi puoi costringere a dire cose che per me non sono vere.”
    “Ma perché oggi non mi hai cacciata? Ero sicura che l’avresti fatto. Prendevi quella stramaledetta lettera e risalivi in casa. È stato il pomeriggio più bello della mia vita, ma non dovevi farmi leggere la lettera né baciarmi né tutto il resto, perchè non ha avuto alcun significato per te."
    “Pioveva, eri sola soletta, mi faceva piacere passare un po’ di tempo con te. Ti ho fatto leggere la lettera perché volevo sentirla leggere nello stesso modo in cui era stata scritta. Ha reso benissimo, molto meglio di come l’avrei letta io. Ti ho baciata perché i tuoi baci mi mancavano da morire. Lo so, ho sbagliato, avrei dovuto pensarci un po’ di più. Ma è stato uno dei pochi momenti in cui ho sentito la mia coscienza insultarmi pesantemente. Erano passati già dieci minuti e non ti avevo ancora baciata.”
    “Ah capirai, che cosa grave.”
    “Non capisci… non ho parole per spiegartelo. Se fossi qui te lo spiegherei con un altro bacio.
    “Basta, io vengo tutti i pomeriggi da te, a costo di rimanere sotto casa tua perché mi lasci fuori.”
    “No. Sarebbe tempo sprecato. Ti ignorerei aspettando che tu capisca.”
    “Non mi interessa, non puoi impedirmelo, sono libera di fare quello che voglio! A costo di rimanere lì a vuoto.”
    “Non costringermi a costringerti di non farlo. Ma ti senti? Stai perdendo il controllo su te stessa!”
    “Questo è ciò che voglio, è diverso.”
    “Dai, stai dicendo una cretinata. Non puoi venire qua tutti i giorni.”
    “Certo che vengo!”
    “E invece no, perché mi faresti incazzare molto.”
    “Ma perché! Se non vuoi vedermi ti basta lasciarmi fuori. Io vengo lo stesso.”
    “È un atteggiamento infantile. È chiaro che se sei qui non posso ignorarti.”
    “Ma perché vuoi ignorarmi? Mi tratti come se io ti avessi fatto un torto.”
    “Pensare che fai una cosa cosi solo per me non posso accettarlo, mi dispiace. Vedrai, le cose cambieranno.
    “Ma io non lo faccio solo per te, lo faccio per me!”
    “Ma se io non ci fossi, tu non lo faresti, perciò mi sento comunque la causa. Vedrai, le cose cambieranno.
    “Che discorsi fai! Tu ci sei e basta. Se tu non ci fossi io non avrei uno scopo nella vita.”
    “Ci sarebbe qualcun altro.”
    “Non come te.”
    “Non esagerare!”
    “Non esagero.”
    “Non puoi condizionare la tua vita in base a me.”
    “La mia vita è condizionata già da molto tempo. Ancora non lo capisci?”
    “Be’, devi cambiare.”
    “Come non ci sono riuscita in due anni, non ci riuscirò in altri quattro.”
    “Non puoi sapere cosa succederà da qui a quattro anni. Il fatto è che ora tu devi vivere la tua vita, a costo di fare come ho fatto io, a costo di dividere il cuore dalla tua vita di tutti i giorni. Io lo sto facendo per te. Sto cercando di farti capire che così rovini la tua vita. Ogni cosa ha il suo tempo, e ora non è il tempo di questa. Ma se continui a starci sopra in questo modo, rischi davvero che questo tempo non arrivi mai! Devi staccare un po’ la spina. Ti devi distrarre sul serio. Io non voglio stravolgerti la vita, non voglio che tu stia male per me. Se davvero come dici tu non me ne fregava nulla, ti avrei già mandata a quel paese e punto. Ma io sono tutto tranne che un bugiardo…”
    “Sono due anni che stacco la spina. Non ce la faccio più. Grazie del pensiero, ma la vita già me l’hai stravolta.”
    “Pensa ad altro, ti prego. Ai tuoi amici, al tuo gruppo. Ne hai di cose a cui pensare.”
    “Ma non ci riesco! Io non posso perderti ancora, non ce la faccio.”
    Ma tu non mi stai perdendo, non mi hai mai perso.”
    “Invece si!”
    E invece no…”
    “Non ci riesco ad attraversare quello che ho già affrontato in passato, sento che non reggo. Due anni fa è stata colpa mia e avevo qualcuno con cui prendermela. Stavolta invece mi sento solo una stupida, una vera stupida.”
    Stavolta è colpa mia. Prenditela con me.”
    “Non ci riuscirei mai. È impossibile prendersela con te. Impossibile. Dopo dieci minuti mi pentirei di ogni cattiveria che posso averti detto. Perchè non riesco a pensare male di te, io non ci riesco. Dentro di me so che mi fido di te.”
    “Se ti fidi di me, perché non mi stai a sentire?”
    “Non riesco ad ascoltare delle semplici parole che si contrappongono a quello che fai, come faccio a crederti!”
    “Faccio solo ciò che è meglio per tutti e due. Quando stiamo insieme siamo come due calamite… ma al momento di salutarsi calano le tenebre. Staccare due calamite non è una cosa piacevole.”
    “Certo, se mi saluti dicendomi le cose che mi hai detto oggi, è normale che calino le tenebre!”
    “Erano venti minuti che non facevi altro che rinfacciarmi quello che dicevo! Erano venti minuti che non accettavi visioni diverse dalla tua.”
    “Ma come faccio ad accettarle!”
    “Nessuno ha detto che sia facile. Ora non possiamo stare insieme. Pensa che sia per colpa mia, per volere mio, come ti pare. Io lo faccio solo per noi due, anche se non ci credi.”
    “Lo fai per te, dillo, almeno questo! Perchè “per noi due” non esiste! Nel “noi due” sono compresa anche io, e io non sono d'accordo!”
    “È una cosa che io faccio anche per te, perchè adesso non voglio che tutta la tua vita giri intorno a me.”
    “Ma già gira attorno a te! Sta girando! E girerà!”
    “Sicuramente meno di quanto girerebbe se stessimo insieme.”
    “Non credo.”
    “Io credo di si.”
    “La pensi in un modo assurdo che non capirò mai!”
    “Prima o poi lo capirai.”
    “No, non penso.”
    Magari lo capirai quando staremo insieme. Vedrai che in futuro te lo ripeterò con le stesse identiche parole e lo capirai benissimo.
    “Io non credo!”
    “Sì, perché sarai allegra. Io non prevedo il futuro, io vivo un giorno alla volta, pensando però che ce ne sono tanti davanti.”
    “Ah, beato te! Complimenti per esserci riuscito!”
    “Qual'è la difficoltà?
    “Io non ci riesco!”
    “Ci riuscirai! Ti aiuterò.”
    “Non c'è niente di bello né di interessante nel giorno in sé. C'è qualcosa di bello solamente nella speranza per il futuro.”
    “La vedi da un punto di vista troppo soggettivo.”
    “Da che punto di vista devo vederla?”
    “Sei troppo influenzata dai tuoi pensieri!”
    “Come non esserlo!”
    “Provandoci! Il futuro non è poi cosi tanto lontano. Domani è già futuro.”
    “Sì, ma il domani è esattamente identico all'oggi. Almeno nella mia vita.”
    “Non puoi sapere quello che ti succederà! Il primo giorno che abbiamo parlato su Msn, è stato nulla? Il primo ti amo, è stato nulla? Eppure il giorno prima non avresti mai immaginato nulla del genere.”
    “Quello era un periodo completamente opposto a quello che sto attraversando adesso.”
    Per le cose belle ci vuole tempo, per quelle fantastiche basta un attimo.”
    “Quelle fantastiche ormai sono archiviate.”
    “Solo perché lo vuoi tu.”
    “Hai detto la frase più sbagliata!”
    “Ok, certo, allora perché lo voglio io!”
    “Io di certo non lo voglio!”
    “Praticamente ora ho due vite sulle spalle!”
    “Io non ti sto addossando niente... Sei tu che senti il peso addosso.”
    “Sì certo…
    “Tu devi fare quello che vuoi, e basta!”
    “Tranquilla, tanto è sempre come pensi tu! Mettiamola così allora. Io adesso non me la sento. Ti suona meglio?”
    “No! Voglio sapere perché!”
    “Perché non mi sento in grado di sostenere una storia del genere. Ora mi dirai che vieni tu ogni pomeriggio, ma io ti dico che non posso essere la causa dei tuoi vai e vieni giornalieri.”
    “Una “storia del genere”? Quindi sarebbe una specie di tortura per te?”
    “No. Sarebbe una cosa grande. Enorme. Con te non esiste la storiella cretina.”
    “Ma perché non lo capisci? Tu sei già la causa. La sei in ogni caso. Anche se non stiamo insieme. Sei la causa di ogni cosa, di tutto.”
    “Io sono un ragazzo di sedici anni, fine, niente di più.”
    “Per te stesso. Per me sei molto ma molto di più. E questo non puoi impedirmelo. Non capirlo se non vuoi, ma è così.”

     
    “Devi cambiare il tuo modo di pensare. Non puoi pianificare il tuo futuro in base a me.”
    “Mi spiace, ormai è andata. Me lo stai dicendo troppo tardi.”
    Non puoi pensare che sarò l'unico ragazzo della tua vita. Non sei la prima persona che si innamora e non sarai l'ultima, tutti ci passiamo. Ma ogni tanto bisogna mettersi faccia a faccia con la realtà. Il mondo non è cosi che si affronta.”
    “Io lo affronto così! Cosa cambia a te?”
    “Cambia, perché a te ci tengo e so che rischi di buttare al vento un sacco di bei momenti della tua vita per colpa mia.”
    “Colpa tua? Questa è davvero bella! E che colpa avresti? Sei ridicolo! Io so solo che in due anni senza te non ho passato nemmeno un momento che ripensandoci posso dire ''cazzo non me lo dimenticherò mai!''. Tutte cose così, fatte così per fare, senza uno scopo preciso, un vero motivo di fondo.”
    “Indipendentemente dal fatto che farò parte o no della tua vita, tu devi cambiare modo di ragionare. Anche se sarà, tu non puoi passare tutto il tempo in mezzo a dire "insomma" quando qualcuno ti chiede come stai. Non puoi ibernare la tua vita.
    “Sono io che ho scelto questo.”
    “E hai scelto male. Io stesso penso che in base a come stanno ora le cose, vivere con te potrebbe essere molto bello. Non posso negare di essere ancora un po’ innamorato di te. Però il mondo gira! Le lancette corrono! Io rischio di distruggerti la vita.”
    “Non importa, ne vale la pena. Me la sono distrutta tante volte da sola, per cose così stupide. Almeno una volta, voglio fare una cosa sensata. Una cosa con uno scopo vero, un significato.”
    “Non è il tipo di scopo su cui fare una cosa del genere! È una cosa troppo instabile. Se consideriamo la nostra metafora del poker, un conto è puntare tutto quello che hai quella sera… Lo stipendio del mese magari. Un conto è puntare tutta la tua vita. E non si fa mai! Se perdi sarai solo una che ha perso tutto e fine.”
    “Se vinco? Hai idea di cosa succede se vinco?”
    “Ma puoi vincere anche con una puntata semplice. È un fatto di probabilità, indipendentemente dal fatto che punti un milione o punti un miliardo. Se nel frattempo tu avrai vissuto la tua vita… io mica sarò scomparso. Te lo chiedo io, per favore…”
    “Sai che cagata di vita…”
    Fa quasi più male a me che a te se fai così… be' in fondo anche io ti ho fatto stare male, quindi forse me lo merito.”
    “Tu? Ma quando? Se sono stata, sto e starò male è solo ed esclusivamente per colpa mia, non ci sono altre colpe! Tu non hai motivo di stare male.”
    “Sto male perchè penso a quante belle cose stai sprecando pensando a me nel momento sbagliato.”
    “Ma quali belle cose? Dove sono le belle cose? Ci sono state belle cose?”
    “Ma perchè metti tutto in confronto con me? Lo so non sono normale ma non puoi pretendere che tutto il mondo sia "alla mia altezza"! Non fraintendere, non mi sto ingigantendo, mi metto solo nei tuoi panni. Se io non ci fossi mai stato tutto sarebbe normale! Tu, prima di conoscermi, eri felice.”
    “Felice? Lo credi davvero?”
    Sì, lo vedevo quando parlavamo. Eri una allegra, mettevi allegria a me! Ora è sempre tutto una tragedia. Pensi che io non abbia problemi? Pensi che io mi svegli la mattina pensando “ah che bello”? Solo il primo giorno delle vacanze mi sveglio dicendo “ah che bello”, e mi sveglierò dicendo “ah che bello” il giorno che lo farò trovando nel mio letto cinque taitiane nude. Ma non adesso! Il mondo è una merda? Va be’, sti cazzi! Questa deve essere la risposta. Non devi farti ricoprire dalla merda, ci sta qualcosa sopra. Non è tutta merda.”
    “Sopra la merda ci stanno le cose senza senso, le cose senza significato fatte così per fare, e a me stanno sul cazzo. Non mi va di dire “sti cazzi” se “sti cazzi” non è.”
    “Cioè, eccetto me, è tutto senza senso?”
    “Sì.”
    “Ma dai! Ti rendi conto di quello che dici?”
    “Certo che mi rendo conto, non lo direi se non fosse così.”
    “Sei proprio partita! Il mondo è enorme, di gente come me ce ne sta!”
    “Gente come te, ma che non è te.”
    “Ma poi, alla fine, cosa ho di così speciale devo ancora capirlo!”
    “Tu sei tutto.”
    “Tutto cosa?”
    Tutto quello che desidero.”

     
    “Senti, io adesso non me la sento di intraprendere una storia con te.”
    “Lo so, il problema sono io, lo capisco. La soluzione sarebbe che io sparisca dalla tua vita. Se ti fa stare meglio, lo faccio. Non so come farò.”
    “Mi dispiacerebbe tantissimo perché incrociarti tra qualche tempo potrebbe essere molto bello, ma se ora è l’unico modo per farti voltare pagina e farti smettere di soffrire…”
    “Non volterò mai pagina. Non sarà eliminandoti che starò meglio, anzi starò molto peggio. Lo faccio esclusivamente per te, sono io il tuo problema.”
    “Il mio problema non sei tu. Il mio problema sono io nella tua vita. Mi dai troppo peso, mi fa stare male pensare che sono la causa di ogni tuo gesto o pensiero.”
    “Non sei un problema! Sei una cosa magnifica! Non posso non darti peso. Sei troppo importante per me! È come se non dessi peso alla mia stessa vita. Perché ti fa stare male? Non lo capisco.”
    “Perché sento addosso una responsabilità enorme.”
    “Ma tu devi pensare a quello che vuoi e quello che non vuoi, basta, a nient’altro!”
    “Voglio che vivi la tua vita e basta.”
    “La mia vita sei tu. Non lo capisci proprio. Non so in che lingua dirtelo. Sei tu che devi scegliere, io la mia scelta l’ho fatta da tempo, non posso tornare indietro, ormai è tardissimo.”
    “Ma non possiamo continuare com’è andata fino a adesso? Era un bell’equilibrio.”
    “Tu eri in equilibrio, io no! Ma se è quello che vuoi lo farò. Non so se ci riuscirò... Non ti prometto niente, non posso assicurarti che un giorno io non venga sotto casa tua, anche solo per guardarla, senza chiamarti.”
    “Meglio di niente… Però, non portare mai la tag, verrò a riprendermela io, prima o poi.”
    “Ma da quant’è che hai questa tag?”
    “Da molto… 8 anni.”
    “Ma è tantissimo! E l’hai data a me?”
    L’ho data a te proprio perché è una cosa a cui tengo molto. Dovrebbe farti capire che manterrò la mia promessa.”

     




    it's all too much for me to take, when you're not there




    this town holds no more for me, all my life I try to find another way, all my life I try to make a better day
    it's hard enough being alone, sitting here by the phone, waiting for my memories to come and play
    it's hard enough sitting there, rockin' in your rockin' chair, it's all too much for me to take, when you're not there
    19-11-2008

    { viva, viva, per quella che sei }


    in questi giorni stavo pensando alla estrema facilità che ho nell'affezionarmi alle persone.
    be', forse con le ragazze i primi tempi sono più diffidente, distaccata. però in genere mi basta davvero poco per voler bene a una persona, soprattutto con i ragazzi.
    anche solo pochi giorni, e mi ritrovo a voler loro tanto bene.
    così, spontaneamente.
    e va a finire che poi ci tengo sul serio.
    forse è un difetto ? in questo modo mi affeziono a tante persone che non conosco davvero e che col tempo potrebbero rivelarsi diverse. che potrebbero non tenere a me come io tengo a loro. che potrebbero semplicemente strafregarsene di me.
    ma alla fine importa davvero?
    io sono contenta comunque.
    sono contenta anche se ci rimango fregata, sono contenta di voler bene alle persone in modo così impulsivo, instintivo...
    questa sono io.




    { perchè sei viva, viva così come sei, e sei viva viva per quella che sei
    sempre pronta, sempre ingorda, sempre, solo come vuoi
    non ti vuoi spegnere, non hai mai avuto tempo, devi troppo vivere
    per la tua golosità, ti strofini contro il mondo, tanto il mondo non ti avrà
    perchè sei viva, viva così come sei
    quanta vita hai contagiato, quanta vita brucerai


    e questo qua è per te, e non è niente facile

    dire quello che non riesco, mentre tu vuoi ridere... }






    18-11-2008

    ma alla fine è il mio mestiere, sognare.


    corro.
    veloce.
    più veloce.
    scappo dal passato.
    fuggo.

    ecco il panico,
    quello di questi giorni vuoti,
    visti e vissuti tante altre volte.
    quelli in cui come sempre, ogni volta,
    mi ritorni in mente.
    riesci a scappare, a uscir fuori da quella stanza segreta e lontana dove tento di rinchiuderti a forza ogni volta.


    sarebbe stato davvero stupido credere che con l'estate sarei riuscita a cancellarti.
    be', apparentemente sembrerebbe così.
    ma sotto tutta la sabbia che ho usato per sotterrarti, tu ci sei ancora.
    come sempre immobile, incancellabile.
    sopra ogni cosa.

    sei una ferita che si rimargina solo in superficie.
    che non fa più male, per ora.
    ma che ha lasciato il suo segno indelebile, la sua cicatrice.
    e spero che questa non si riapra.

    è vero, scrivo sempre le stesse identiche cose su di te, ogni volta...
    perchè quello che sento non è mai cambiato.

    io aspetto ancora, dentro di me...
    so che è un po' utopica la mia ostinazione a sperare, oramai.
    quanto sarà passato da quel giorno?
    non lo so, ho smesso di contare. per fortuna.
    6 mesi sicuramente, anche di più probabilmente.
    200 giorni forse.
    non lo so, ma è tanto tempo.
    magari tra un attimo mi ritrovo che è passato un anno e quella catenina è ancora nel mio portafoglio.
    sì, sarà così.

    ma alla fine è il mio mestiere, sognare.
    continuo a costruire i miei bei castelli di sogni e illusioni, pur sapendo che verranno distrutti.
    e anche se ne sono cosciente, la loro demolizione fa male lo stesso.

    { and I find it kind of funny, I find it kind of sad the dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had }



    e poi, quasi come se la vita volesse prendersi gioco di me, sento che potrebbe accadere, di nuovo.
    forse ecco che è pronto a tornare quell'amaro in bocca che ho provato per 9 mesi.
    la paura c'è.
    magari è tutto frutto della mia immaginazione, ma certe volte il mio "sesto senso" ci prende.
    lo sento, che c'è qualcosa.
    non riuscirei a sopportarlo una seconda volta.
    no, non credo che ci riuscirei.


    { sei sempre così, il centro del mondo...
    il primo bengala sparato nel cielo quando mi perdo.
    ti prendi il mio tempo, ti prendi il mio spazio, ti prendi il mio meglio.
    }


    ...




    5-11-2008

    ...paint me a wish on a velvet sky.


    forse qualcuno di voi si sta domandando cosa mi sta succedendo in questi ultimi giorni, perchè sono di un umore così incoerente, lunatico.
    o forse non se lo sta chiedendo nessuno.

    il punto è che me lo sto chiedendo io.
    non riesco a capire cos'ho di preciso.
    o meglio, so cos'è che ho, ma non riesco a capirlo.
    non riesco a comprendere certe mie reazioni opposte ad altre, non riesco a comprendere perchè in alcuni momenti mi viene da piangere nonostante non mi stia succedendo assolutamente niente e in altri momenti rimango indifferente o addirittura mi viene da ridere quando invece sarebbe più logico diventare triste.
    forse ho solo tanta confusione in testa da non riuscir nemmeno a esprimere con ordine le mie emozioni.
    forse sono diventata più forte, dopo questa primavera forse riesco a reggere meglio l'urto, riesco a creare uno scudo.
    forse è quel niente che mi spaventa, e mi spaventa più di quanto mi spaventi un avvenimento negativo. meglio qualcosa di negativo, piuttosto che il nulla. meglio le cose drastiche, meglio un bel punto che i puntini di sospensione.
    mi sento sospesa, vorrei che qualcuno mi tirasse giù da questo volo a mezz'aria e mi aprisse finalmente gli occhi, qualsiasi cosa troverò davanti a me quando li aprirò.
    e non sento male, non sento niente.
    questo niente mi perseguita, mi sento priva di qualsiasi sensazione.
    sento solo il peso dell'attesa.






     
    *